Gerocarne      
Il paese è noto in Calabria per la produzione dei tipici argagni di terracotta smaltati solo all'interno, indispensabili per cuocere a fuoco lento fagioli e legumi in genere: sono le caratteristiche pignate che si lasciano nel camino vicino alla brace con poca acqua a sobbollire i fagioli. Con l'allargamento dei mercati alle pignate si sono aggiunte nel tempo altre stoviglie e oggetti ornamentali, senza che la lavorazione artigiana, che riprende antichi modelli riproduttivi e decorativi, sia cambiata. Questo tipo di artigianato tradizionale, trae spunto sia dalla qualità dell'argilla, sia dalla vicina presenza di grandi e famosi insediamenti religiosi. Vale la pena recarsi a visitare Gerocarne in macchina per poter caricare tutti gli oggetti rustici che l'abilità dei suoi artigiani sa proporre. L'abitato nasce come centro agricolo del versante tirrenico delle Serre che si erge su uno sprone alla confluenza di due rami del torrente Morano, affluente del Marepotamo. Il nome è indubbiamente greco ma cosa voglia dire non è chiaro. Letteralmente significa sacra carne, senza riscontro locale attendibile; in dialetto si pronuncia Jerocarne, e Jeracari è un cognome attestato sia in Calabria che in Grecia, per cui si potrebbe pensare a discendenti di un individuo così chiamato, ma di quale epoca precisa non si sa, anche se si ammette per il paese una origine molto antica. Nato come casale di Arena, di cui ripetette le vicende, ottenne l'autonomia nel corso dell'Ottocento: venne funestato dal terremoto del 1783 che lo semidistrusse, e inoltre si ricorda una torrenziale pioggia che durò ininterrottamente per i primi quindici giorni del 1840 causando gravissimi danni. Oltre alle piantate di ulivi e alla consueta agricoltura della zona, vi sono diverse sorgenti di acqua oligo-minerale. Il territorio comunale è il più vasto della provincia, estendendosi per 44,93 km2. La chiesa parrocchiale, di origine medievale, è dedicata a Santa Maria de Latinis e venne ricostruita dopo il 1783: all'interno si possono osservare statue processionali e croci astili del secolo XV ed il famoso dipinto "Anime del Purgatorio" di Emanuele Paparo noto artista Vibonese del 1827. In territorio di Gerocarne è documentato il ritrovamento, in prossimità del fiume Morano,località pietra delle Armi, di un piccolo ripostiglio contenente resti di asce e due punte di lancia databili al X secolo a.C. custodite nel museo archilogico di Vibo Valentia. Le feste patronali si svolgono il 20 gennaio per San Sebastiano martire, a giugno per il Corpus Domini, il 16 luglio per la Madonna del Carmelo e il 16 agis to per San Rocco; i mercati settimanali si svolgono il lunedì e venerdì.